Da Iris Blond a Maria Josè di Savoia, ecco come si batte il Belgio. Spunti
Antonio Conte ha detto che stasera, in campo, vuole dei "guerrieri con la testa", dei "camaleonti". Non sa che, per portare lo scompiglio tra i maschi belgi, ci vuole molto meno. È sufficiente una bionda alta. Rassegna storica e culturale sui Diavoli rossi di Bruxelles e dintorni.

Antonella Clerici, assai bionda e alta e massiccia e gaudente, ai mondiali del 2014 tifò Belgio, quindi Diavoli Rossi, probabilmente istigata dal suo Eddy Martens, ballerino conosciuto in spiaggia: è finita che i Mondiali li vinse la Germania, Antonella aprì a Eddy un ristorante, lui lo mandò in rovina, lei si arrabbiò molto e tuttora non è chiaro con chi lei stia consolandosi.
Oltre che di guerrieri con la testa e camaleonti, Conte vuole, stasera, una squadra di calciatori maturi: sa che gli attempati, in Belgio, sono una minaccia seria. Non ha dimenticato "Sono pazzo di Iris Blond", (regia di Carlo Verdone) che quest'anno compie vent'anni.
In Belgio, dopotutto, la regina Maria Josè di Savoia (principessa belga e ultima regina d’Italia) non si sarebbe mai sognata di presentarsi nuda davanti a un dittatore: poté farlo solo in Italia, al cospetto del Duce, quando gli fece visita, di punto in bianco, a Castelporziano. Era il 1937. Gli disse "sa, Duce, io sono naturista" e lui, racconta Mimmo Franzinelli in "Il duce e le donne" (Mondadori), capì il gioco, le si avvicinò per mostrarle l'italico valore, quello che aveva incantato Andréa Ferréol, ma, accidenti, fece cilecca. Le belghe sono diavolesse temibili ma, per fortuna, stasera in campo ci saranno solo diavoli.
Di diavoli rossi realmente pericolosi, dopotutto, non ce ne possono essere undici, perché ce n'è stato - e sempre ce ne sarà - uno solo, Giovanni Gerbi, il "diavolo rosso che dimentica la strada", uno che arrivava alla meta, con la sua bici, prima ancora che fosse issato lo striscione del traguardo.